Yoga – corsi con Adalberto Zappalà

Ritrovare armonia tra corpo, mente e spirito per conoscere sé stessi: questo l’obiettivo dei corsi di yoga a Varese tenuti da Adalberto Zappalà. In una realtà come quella contemporanea in cui lo yoga si presta alle rivisitazioni rivolte più all’aspetto fisico o tecnico, l’approccio di Zappalà rimane “classico”, ancorato alla tradizione ma senza per questo risultare obsoleto: l’istituto indiano in cui si è formato, il Kaivalyadhama a Lonavla fondato da Swami Kuvalayananda nei primi anni ’20, adotta un approccio che unisce all’aspetto più tradizionale e spirituale dello yoga un rigore scientifico e un sempre vivo interesse per la ricerca. Il motto di Kuvalayananda è infatti “rendere lo yoga più scientifico e la scienza più spirituale”: ovvero, ridimensionare quell’aura di mistero ed esotica impenetrabilità che ammanta le discipline orientali, dimostrando come gli Asana (le posizioni) e i Pranayama (le tecniche di controllo della respirazione) abbiano una solida base fisiologica da cui partire per lavorare su noi stessi.
Zappalà è cultore dello yoga dal 1974 e lo insegna dal 1981; dal 1983 in poi ha compiuto numerosi viaggi in India, durante i quali ha sviluppato il suo metodo modellato su quello dell’istituto Kaivalydhama, dal quale ha ottenuto la qualifica di insegnante di yoga (Certificate of Yoga Education). Ha inoltre conseguito il diploma di insegnante di yoga e il diploma in Yogaterapia rilasciati dalla Federazione Italiana Yoga. «Quello del mio corso è uno yoga per tutti – sottolinea Zappalà – sia per chi non l’ha mai praticato, sia per chi ha già una certa esperienza. Oggi vanno di moda forme più sportive di yoga, in cui l’aspetto fisico diventa predominante su quello spirituale. Non è così che deve essere: lo yoga che il mio corso intende diffondere è uno yoga non complesso, ma profondo. Non faccio fare una grande varietà di esercizi: ritengo che per conoscere veramente sé stessi sia importante imparare a svolgere una gamma relativamente limitata di esercizi, ma approfonditamente, di modo da interiorizzarli, farli nostri. Dobbiamo ricordarci che gli esercizi non sono il fine, ma il mezzo, gli strumenti attraverso cui possiamo giungere al vero obiettivo dello yoga, ovvero la conoscenza di sé. Svolgere gli esercizi in maniera consapevole e non superficiale ci consente di trovare armonia tra le tre componenti dell’individuo: corpo, mente e anima. Con la pratica infatti si iniziano a conoscere i propri limiti, anche fisici (certi esercizi infatti non sono per tutti). Solo partendo da tali limiti è possibile lavorare per ricucire e armonizzare il legame fondamentale tra mente, corpo e anima. L’energia vitale (Prana) viene dall’anima: senza l’anima, il corpo è privo di vita. Se questi tre aspetti sono in disordine, in un rapporto non sereno tra loro, allora si crea un senso di malessere interiore, e anche la salute ne risente. L’equilibrio è la chiave per il benessere e per conoscere sé stessi a livello fisico, mentale e spirituale».

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